Filosofia

TERRAE

Miscellanea di sapori mediterranei

cioè

Contatto tra culture millenarie che da sempre si sono scambiate informazioni, chiacchere, spezie, sapori
modalità di cottura, di preparazione e di presentazione dei cibi e delle bevande grazie alla navigazione nel bacino mediterraneo, che è l’elemento comune ed unificante.

Non usiamo il termine ‘contaminazione’ perché non appropriato nel contesto alimentare, non usiamo il termine ‘fusione’ perché ogni cultura ha il diritto di salvaguardare la propria specificità e, nel mescolare i diversi apporti, dobbiamo mantenerne l’autenticità proponendo invece accostamenti che superino i limiti e le frontiere di appartenenza.

Usiamo allora il termine di ‘integrazione’ nella speranza che partendo dalla cucina e dagli ingredienti si possa arrivare all’ integrazione anche sociale, riconoscendo finalmente i tratti unificanti che, per storia, tradizione e frequentazione, accomunano i territori ed i popoli che si affacciano sul bacino mediterraneo.

Così come l’architettura di questi paesi , basata sull’utilizzo dei mattoni ( cotti al sole) e sulle pietre(presenti ovunque), è un elemento comune e caratterizzante rispetto a quella dei popoli dell’Europa del nord, basata sull’uso del legno un tempo e dell’acciaio più recentemente, tanti sono gli aspetti legati al cibo che ci uniscono, dovuti anche qui per la latitudine, il clima e l’attitudine : meno cacciatori e più coltivatori comportano la maggior presenza di frumento, olio, vino, frutta e verdura.

Vorremmo quindi proporre il meglio di ogni paese, non inteso come i prodotti più preziosi, cari, introvabili, inaccessibili ma come quelli che meglio lo rappresentano e ne costituiscono l’eccellenza per la facilità d’uso, per la diffusione sul territorio, che ne rappresentino l’anima vera, che attraversi trasversalmente le classi sociali e le specifiche culture: il meglio perché il più democratico, il più attento ed intelligente.

Il progetto di TERRAE è quindi necessariamente in trasformazione continua, per approfondire, indagare accostamenti diversi e via via sempre più precisi.

Il progetto parte dall’idea di un ragazzo che ha viaggiato, ha gustato e non è molto interessato ai confini, come la nostra attuale evoluzione culturale ci sta peraltro inevitabilmente portando a fare, che ne siamo o meno consapevoli: la globalizzazione , se non mortifica e riduce, è una ricchezza a disposizione di tutti.

Perciò proporre cibo mediterraneo significa alzare lo sguardo al di sopra dei confini politici (spesso astratti), superare anche il concetto stesso di Europa a favore della ricerca di un’identità più vera, che sappiamo esistere perché la storia e la geografia ce lo insegnano e che riguarda i paesi del sud europa, del nord africa e del medio oriente (tre continenti….): certamente questi paesi hanno tratti comuni, tutti si affacciano sullo stesso mare, rappresentano un insieme riconoscibile rispetto al resto del pianeta per posizione, storia e abitudini.

L’obiettivo di TERRAE è approfondirne gli aspetti legati alla cucina e poi farli conoscere anche altrove.